Eretici digitali

Vittorio Zambardino e Massimo Russo lanciano dieci tesi e un progetto aperto su rete, giornalismo e società.

I media sono in crisi, ma la rete rischia di sparire come luogo di libera comunicazione. Il giornalismo, che serve per la democrazia, rischia di affondare. La nuova opinione pubblica fa fatica a comprendere i rischi cui è sottoposta la libertà di espressione. Tutta la libertà di espressione, non soltanto quella degli addetti ai lavori. L’esito negativo non è scontato. Ma per cambiare le cose è necessario rileggere i rapporti tra rete e media con un approccio “eretico”, che tradisca alcuni dogmi. Una duplice eresia – dei chierici del giornalismo e dei cittadini della rete – che crei il nuovo racconto dei media.

I neoluddisti, l’agiografia della rete e al centro il moloch del potere
Tre generi di dogmi hanno urgente bisogno di essere demoliti:
a. quelli del potere, che tende a legittimare solo il “racconto” dei media che gli sia mimesi e consenso
b. quelli della corporazione, che scambia il supporto, la carta, con la natura del giornalismo
c. l’ apologetica del digitale che preconizza la nascita di una società virtuosa perché tecnologica e si affida alle “piattaforme” , raccontando di uno sviluppo senza conflitti e buono in sé.

Proponiamo alla conversazione della rete dieci tesi, un progetto aperto.

Scarica il manifesto qui, l’intervista doppia qui.

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