L’arte del freddo

[…] l’aria d’Abruzzo mi è venuta incontro iraconda, severa, direi sdegnosa. Fa freddo, in Abruzzo, in modo ostinato, angoloso, professionale. È una regione che si è specializzata in inverno; sa produrre diversi tipi d’inverno, tutti robusti e ben lavorati. Si ha l’idea che l’inverno sia in Abruzzo la stagione di base e su quella si lavori per produrre le altre. Ma non è solo il freddo, che già basterebbe per chi viene dal clima neghittoso e molliccio della capitale, l’aria ha un sapore diverso. Nutrita di rupi e sassi, di radure e boschi, di laghi e ruscelli e torrenti e fiumi, l’aria ha uno scatto, una elasticità di muscoli, una pungente, tagliente acredine, che sa di spazi nordici, di scoscese dimore montane.

[Giorgio Manganelli, La favola pitagorica, Milano, Adelphi, 2005, p. 140]

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